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Costiera Cilentana

Oltre 100 km di costa dal Fiume Sele al Bussento, da Paestum a Sapri, presentano un aspetto continuamente cangiante : spiagge di sabbia fine, ampie ed attrezzate, tratti scogliosi e frastagliati con insenature e promontori, in un alternarsi di panorami dagli splendidi scorci, ricchi di richiami naturalistici e storici ; grotte, caverne preistoriche, torri di guardia conferiscono un carettere unico ed irripetibile all'insieme, che continua a mantenere, laddove la costa non è stata presa d'assalto, un tono suggestivo, con una vegetazione lussureggiante che si alterna ad una solitudine riposante. Coste fino a poco tempo fa inapprodabili e spiagge, alcune ancora impervie, ospitano strutture ricettive e ricreative che hanno dato linfa vitale alla zona costiera : le tracce di antiche civiltà, quella greca, lucana, latina, aragonese, angioina, si confondono con i manufatti tipici del turismo imperante ; il retaggio di ricordi classici è comunque tanto cospicuo da poter parlare, nonostante interventi non sempre opportuni. Le torri di guardia, frutto dell'azione di difesa delle popolazioni costiere contro le incursioni saracene, costruite dai privati e da università prima del 1566 e dopo questa data per ordine del Regno di Napoli, lungo tutto il litorale da Agropoli a Policastro, oggi occhieggiano attraverso qualche residenza privata o qualche night alla moda, oppure hanno lasciato sul terreno solo misere testimonianze ; restano comunque soffuse di un vago romanticismo per quello che hanno rappresentato. Alcune di esse sono a pianta circolare o varia, quelle costruite da privati o dalle comunità locali, altre, quelle realizzate dal Regno, a pianta quadrata. La macchia mediterranea, proprio lungo la costa del promontorio compreso fra Agropoli e la Marina di Casalvelino, integra le piante aromatiche e spinose e le ginestre in formazione aperta con vari alberi, fra i quali, caratteristico del Cilento costiero, il pino d'Aleppo. Fra la foce del Mingardo e la Torre Ferone verso Marina di Camerota, c'è la pineta di S. Iconio, un lembo di pineta naturale a pino d'Aleppo, il più cospicuo ed il più interessante, forse l'ultimo di una certa consistenza della costa meridionale tirrenica.


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